Export, vino e olio coppia d’assi per l’agroalimentare made in Italy

All’estero vino e olio di qualità parlano sempre più italiano. Nel 2012 il fatturato dell’export del settore vitivinicolo ha raggiunto i 4,7 miliardi di euro (+6,5% sul 2011), mentre quello olivicolo 1,2 miliardi di euro (+2,5%). Per entrambi i comparti maturano i mercati storici come Stati Uniti e Germania e crescono quelli di Cina e Giappone

Con un fatturato complessivo che sfiora i 6 miliardi di euro, il vino e l’olio si confermano anche nel 2012 le colonne portanti dell’export agroalimentare italiano di qualità. Due settori del wine&food che, nonostante la crisi e l’andamento climatico avverso, hanno fatto segnare una crescita del valore delle esportazioni del 6,5%, per il vino, e del 2,5%, per l’olio d’oliva (fonte Istat). Dati positivi in vista dell’inaugurazione, domenica 7 aprile, della 47ª edizione di Vinitaly, la più importante manifestazione internazionale sul mondo dei vini e dei distillati, alla Fiera di Verona fino al 10 aprile, in contemporanea a Sol&Agrifood, il salone dedicato alle eccellenze dell’olio extravergine d’oliva e della gastronomia

Per quanto riguarda il comparto del vino, che in Italia coinvolge oltre 383mila imprese, il 2012 ha visto inviare oltreconfine 21 milioni di ettolitri, con un fatturato di 4,7 miliardi di euro (+6,5% sul 2011), a dispetto della contrazione dei volumi dell’8,8%. A trainare il risultato mercati consolidati ed emergenti: Stati Uniti (+6% in valore), Canada (+11%), Germania (+4%) e Regno Unito (+5%), ma anche Cina (+15%) e Giappone (+28%).

Anche l’olio d’oliva italiano, che conta quasi 1 milione di aziende, nel 2012 guadagna posizioni all’estero chiudendo con un bilancio di 378.040 tonnellate esportate, per un valore superiore a 1,2 miliardi di euro, in crescita del 2,5% (dati Istat rielaborati da Unaprol-Consorzio Olivicolo Italiano). A contribuire in maniera determinante alla performance, gli olii di pregio extravergini che rappresentano il 70% delle quote dell’export. Fra i Paesi clienti storici si segnalano Stati Uniti (+4% in valore) e Germania (+3,2%); exploit in Russia (+18%), Cina (+18%) e Giappone (+20%).

Il quadro ribadisce il valore aggiunto del prodotto agroalimentare made in Italy sulle tavole di tutto il mondo che trova in Vinitaly e Sol&Agrifood due delle più importanti piattaforme di promozione internazionale. Nonostante la contrazione della produzione dovuta ad un pessimo andamento climatico nel 2012 (-6,3% in volume per il vino; -12% per l’olio), il fatturato dell’export è, infatti, aumentato. Segno che, all’estero, i consumatori sono ancora disposti a pagare un prezzo più alto per il prodotto italiano che gode sempre di una maggiore qualità e riconoscimento rispetto agli altri competitor.

Si assiste inoltre ad una convergenza dei nuovi mercati di sbocco ad Oriente, con Cina e Giappone in testa, a testimonianza che vino ed olio ormai vengono percepiti in queste aree come un unicum del “mangiar bene” italiano.

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